Il gold standard per le anche dei più piccoli

Intervista al Dott. Luca Tarotto a cura di Sabrina Ciani

Valutare lo stato di salute dell’articolazione dell’anca, per individuare anomalie o malformazioni è di fondamentale importanza. Se si parla di bambini poi, l’analisi risulta essere ancora più attenta e scrupolosa. L’esame raccomandato è sicuramente l’ecografia, che svolge un ruolo cruciale, perché alcuni neonati possono avere una condizione chiamata displasia dell’anca, che può causare problemi di deambulazione e dolore se non viene trattata tempestivamente. Anche se alla nascita, potrebbe risultare una immaturità fisiologica delle ossa dell’anca che evolve spontaneamente verso la normalità senza alcun tipo di misura terapeutica. La corretta valutazione dello specialista e la diagnosi precoce sono in ogni caso essenziali per avviare un trattamento adeguato e garantire uno sviluppo sano e una corretta crescita e funzionalità delle anche. È bene fare chiarezza riguardo alla necessità e al momento in cui tale procedura diagnostica deve essere eseguita, come indirizzare i genitori, quali i segni e sintomi che dovrebbero riconoscere e qual è l’obiettivo di un esame così sensibile e non traumatico per il bambino. Ce ne parla nel dettaglio il dottore Luca Tarotto, Medico Specialista in Radiodiagnostica e Medicina Generale, Radiologia Interventistica Istituto Nazionale Tumore Napoli.

Ecografia alle anche. Cos’è e quando farla?

L’ecografia delle anche è un esame diagnostico strumentale che utilizza ultrasuoni per ottenere immagini delle articolazioni dell’anca e dei tessuti circostanti.

È un esame non invasivo, sicuro e indolore che aiuta a valutare la struttura dell’anca, a identificare eventuali anomalie o patologie e a monitorare l’evoluzione di alcune condizioni.

L’ecografia delle anche in età pediatrica è un esame fondamentale per lo screening precoce della displasia evolutiva dell’anca (DEA), una condizione in cui l’articolazione dell’anca non si sviluppa correttamente.

È raccomandata per tutti i neonati, anche se non ci sono sintomi evidenti, perché molte displasie sono asintomatiche nei primi mesi.

Come capire se un bambino ha problemi alle anche?

Ci sono alcuni segni che possono far sospettare un problema.

Nel neonato (0–6 mesi):

  • Asimmetria delle pieghe cutanee delle cosce o dei glutei
  • Limitata apertura delle gambe quando si prova ad allargarle (abduzione ridotta)
  • “Scatto” durante i movimenti dell’anca
  • Una gamba più corta dell’altra
  • Postura anomala delle gambe

Nei bimbi più grandi (dopo i primi passi):

  • Zoppia o andatura ondeggiante
  • Ritardo nella deambulazione
  • Dolore all’anca, alla coscia o al ginocchio

La visita pediatrica nei primi giorni di vita è fondamentale con:

  • Manovra di Ortolani e Barlow: test manuali per sentire eventuali scatti o instabilità. (Figura 1)
Figura 1. Manovra di Barlow e di Ortolani

La displasia alle anche è un’anomalia congenita? Quali sono le cause?

La displasia dell’anca è un’anomalia congenita nello sviluppo dell’articolazione coxo-femorale con un’allineamento anomalo tra la testa del femore e l’acetabolo che può variare da una lieve instabilità fino alla lussazione completa dell’anca.

Le cause precise della displasia dell’anca non sono sempre completamente chiare, ma diversi fattori possono influire sul suo sviluppo.

Fattori di rischio principali sono:

  • Familiarità (genitori o fratelli con DEA)
  • Presentazione podalica alla nascita
  • Femmine primogenite
  • Gravidanza gemellare
  • Oligoidramnios (scarso liquido amniotico)
  • Altre anomalie congenite: talvolta la displasia dell’anca può essere associata ad altre anomalie congenite, come la scoliosi

La diagnosi precoce è fondamentale, poiché la displasia dell’anca non trattata può portare a problemi a lungo termine come l’artrosi precoce dell’anca. La maggior parte dei casi può essere trattata con successo se individuata nei primi mesi di vita.

Il corretto screening strumentale da eseguire per individuare alterazioni?

  • Ecografia dell’anca: tra la quarta e la sesta settimana di vita. (Figura 2)

Figura 2. Ecografia delle anche

  • Radiografia dell’anca: Dopo i 4-6 mesi, se persiste un dubbio diagnostico, perché l’ossificazione permette una valutazione migliore.

In Italia (e in molti altri Paesi europei) è previsto lo screening universale con ecografia per la displasia evolutiva dell’anca (DEA) nei neonati.

Lo screening universale è utile perché, anche se ci sono fattori di rischio noti, oltre il 60% dei casi si verifica in neonati senza alcun fattore di rischio.

L’ecografia viene eseguita con il metodo Graf (Figura 3), che permette una classificazione precisa del tipo di anca (da normale a displasica) e si basa sull’analisi dell’angolo di copertura acetabolare (l’angolo tra la testa del femore e l’acetabolo) e della conformazione dell’acetabolo.

Figura 3. Tipizzazione delle anche secondo Graf

Gli obiettivi dello screening sono:

  • Individuare precocemente forme di displasia (anche lievi).
  • Evitare complicanze a lungo termine come lussazione dell’anca, difficoltà motorie e artrosi precoce
  • Iniziare trattamenti conservativi (come il tutore di Pavlik) se necessari, evitando interventi chirurgici più complessi in età avanzata.