Durante l’ultimo SIPPS si è parlato di una iniziativa promossa a Bergamo contro l’abuso delle tecnologie
E’ sempre più comune vedere al ristorante dei bambini, praticamente in trance, davanti allo schermo di uno smartphone mentre i genitori conversano tranquillamente a tavola. Che il cellulare o il tablet vengano ormai considerati alla stregua di baby sitter è un dato di fatto. Su diversi siti internet si spiega che lo schermo “ha un effetto tranquillizzante per il bambino”, che “lo tiene buono e in fondo non fa danni”, o ancora, quasi a giustificarsi, che per “la socializzazione a tavola ci sarà tempo più avanti”. Nel nostro Paese, secondo i dati della SIPPS, la percentuale di bambini e bambine, tra gli 11 e i 15 mesi, attratti precocemente da tablet e smartphone è pari al 58,1%. A dirlo sono i dati snocciolati durante il congresso tenutosi a Bologna a fine 2023, nel corso della presentazione della campagna di sensibilizzazione contro l’uso degli schermi digitali sotto i 2 anni dal titolo “Ora che lo so. Il cellulare può aspettare”. Per chi non la conoscesse, la campagna, andata in scena l’anno scorso nel bergamasco, promossa in primis dall’Assessorato all’Istruzione del comune di Bergamo in collaborazione con Ats Bergamo, pediatri di famiglia, Garante per i diritti dell’infanzia e adolescenza del comune di Bergamo, Associazione Parole O_Stili, e con la partecipazione di SpazioUau, consulting company di Trieste, che ha ideato l’iniziativa online e offline. Il progetto ha acceso i riflettori su una nuova emergenza: quella legata alle tecnologie digitali che, pur avendo rappresentato una parte integrante dei processi di comunicazione, relazione e apprendimento di bambini, bambine e adolescenti soprattutto durante l’emergenza pandemica, mostrano dei contorni di pericolosità legati al loro errato utilizzo o addirittura abuso. Attraverso il sito “oracheloso.bergamo.it”, e ricorrendo a una creatività multi soggetto, si è posta in particolare l’attenzione su comportamenti comuni che spesso gli adulti mettono in campo nella relazione con i bambini, sulle conseguenze negative che quei gesti comportano, sulle consapevolezze che dovrebbero nascere una volta conosciuti i rischi e i possibili disturbi derivanti dall’uso disinvolto dei device tecnologici. Un uso precoce di dispositivi digitali contribuisce infatti allo sviluppo di abitudini stimolo-risposta che compromettono la capacità di concentrazione e pazienza, alterando l’organizzazione della conoscenza e influendo negativamente sulle aree cruciali per lo sviluppo del linguaggio. L’interruzione di una connessione tra bambini e genitori, persino con una telefonata di 30 secondi, può interferire con la funzione di rispecchiamento relazionale, influenzando così l’acquisizione dell’autoregolazione emotiva. In pratica, quando il bambino non ha una figura di riferimento a cui guardare per capire il mondo, può sviluppare una visione negativa degli eventi che gli si verificano intorno. “La tutela del minore, in questo caso dei bambini sotto i 2-3 anni di vita – ha spiegato il Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del comune di Bergamo e responsabile dell’educazione alla salute della Sipps, il dott. Leo Venturelli – prevede anche di occuparsi del raggiungimento dei traguardi di crescita del neuro sviluppo che viene compromesso specie dalla mancanza di occasioni di interazione e di gioco tra genitore e bambino, quando il primo è occupato a chattare o addirittura quando il secondo usa il cellulare direttamente. La genitorialità responsiva è ovviamente molto compromessa dall’abuso del cellulare e questo tema è importante per chi come me vuole garantire il diritto dei bambini a uno sviluppo neuro evolutivo al massimo potenziale possibile”. La campagna trova spazio su alcuni manifesti di Bergamo, oltre che online sui siti oracheloso.bergamo.it e bambiniegenitori.bergamo.it nei quali non solo vengono spiegate le difficoltà cui possono andare incontro i bambini che vengono abbandonati agli schermi, ma ricorda con una grafica piuttosto semplice e intuitiva, quali sono i principali “doveri” dei genitori nei confronti delle loro creature. Non solo crescerli e garantirgli da mangiare, ma imparare a favorire molteplici confronti con lui, non dimenticando di prestare loro la giusta attenzione durante quei momenti fondamentali per la creazione di un rapporto famigliare che lo formerà, e detterà tanto i suoi valori quanto la sua capacità di relazionarsi al mondo condizionandolo in parte nelle sue azioni per il resto della vita.


