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Se il neonato ha i dotti lacrimali ostruiti

Intervista al Dott. Antonio Pascotto, Chirurgo Oculista, Responsabile del Centro Pascotto, Istituto per la Salute degli Occhi di Napoli

L’accumulo di lacrime non defluisce attraverso il naso ma raramente per la risoluzione è richiesto un intervento

 

L’ostruzione del dotto lacrimale è un fenomeno piuttosto frequente nei primi giorni dopo la nascita. Si riconosce perché al mattino il neonato si sveglia con un occhio completamente appiccicato, chiuso e sporco. Nel bambino più grande invece, spesso l’occhio lacrima spesso e si notano delle secrezioni anomale. Le cause possono essere diverse, da una infiammazione a un piccolo trauma. I problemi nascono se dovessero insorgere infezioni e dolori ai distretti interessati. Se infatti è bloccato un dotto, la lacrima, che normalmente non esce dalla palpebra ma viene drenata dal piccolo foro nell’angolo dell’occhio per defluire attraverso il dotto lacrimale, trabocca e il bambino si lamenta. Ma quando c’è da preoccuparsi? Abbiamo approfondito la tematica insieme ad Antonio Pascotto, chirurgo oculista, Responsabile dell’Istituto per la Salute degli Occhi di Napoli.
Dott. Pascotto, come riconoscere se un dotto lacrimale è ostruito?
L’ostruzione del dotto lacrimale può essere comune nei neonati e nei bambini più piccoli. Ecco alcuni segni che possono indicare una possibile ostruzione: 1) una lacrimazione eccessiva che si presenta come un flusso continuo di lacrime senza alcun motivo apparente; 2) una secrezione purulenta di colore giallastro o verde dalla parte interna dell’occhio del bambino; 3) l’occhio interessato può apparire gonfio o arrossato; 4) infezioni lacrimali e oculari ricorrenti come la congiuntivite.
E’ semplice effettuare la diagnosi?
Il pediatra ouò sviluppare un sospetto, ma l’oculista compie una valutazione clinica esaminando l’occhio e la zona circostante per verificare la presenza di segni di ostruzione o infezione. Attraverso il Test di Fluorescenza si osserva la dispersione delle lacrime attraverso il dotto lacrimale, al fine di confermare l’ostruzione; nel caso si effettua il lavaggio del dotto lacrimale per rimuovere gli ostacoli; infine si può ricorrere a un esame di imaging come una radiografia o una tomografia computerizzata per una valutazione più approfondita.
Ma perché si chiudono i dotti lacrimali?
In un bambino le cause possono essere molteplici. In alcuni casi l’anatomia del sistema di drenaggio delle lacrime potrebbe essere anomala fin dalla nascita, rendendo più probabile l’ostruzione; i dotti lacrimali possonoe essere troppo stretti, come spesso si riscontra nei neonati. Di solito si allargano nel tempo ma in alcuni casi potrebbero rimanere ostruiti a causa di un accumulo di muco o di altri ostacoli. L’ostruzione potrebbe poi essere causata da infezioni come quelle del tratto respiratorio superiore, tipo un raffreddore o una sinusite. Non è poi da escludere un trauma alla zona degli occhi o del naso e infine alcune condizioni infiammatorie come la sindrome da rosacea o l’infiammazione cronica delle palpebre.
Quando bisogna allarmarsi?
Ci sono alcuni sintomi che non dovrebbero essere trascurati e nel caso se ne noti uno o più di questi è importante consultare subito l’oculista per una valutazione e un trattamento appropriati. Il primo sintomo che dovrebbe generare allarme è la comparsa di febbre specie se associata a gonfiore, arrossamento e secchezza nell’aria perioculare: potrebbe indicare una eventuale infezione associata all’ostruzione. Anche una secrezione purulenta spessa, verde o giallastra, accompagnata da un arrossamento, dolore e gonfiore della parte interessata. Non va sottovalutato neanche il semplice gonfiore specie se si manifesta in maniera evidente intorno all’occhio, in quanto potrebbe essere il sintomo oltre che dell’occlusione, di una infezione. Bisogna prestare particolare attenzione anche a eventuali problemi visivi e alle infezioni ricorrenti. Se il bambino si stropiccia contnuamente gli occhi, mostra segni d’irritazione, fastidio e disagio, o problematiche alla vista come visione offuscata o difficoltà a seguire gli oggetti con lo sguardo, è importante che lo specialista gli esamini gli occhi per escludere complicazioni legate all’ostruzione del dotto lacrimale. Infine, se il piccolo, nonostante sia sottoposto a trattamenti appropriati, continua a soffrire di ricorrenti infezioni o infiammazione oculari, tipo le congiuntiviti, la causa del problema potrebbe essere un’ostruzione persistente che necessita di una valutazione specialistica.
Quali sono le opzioni di trattamento nei bambini?
Dipendono dalla gravità e dalla persistenza dell’ostruzione. Tra le più comuni vi è il massaggio del dotto lacrimale: In molti casi l’ostruzione può risolversi spontaneamente in questo modo. Il medico oculista può mostrare ai genitori come massaggiare delicatamente l’area interessata per favorire il drenaggio delle lacrime e aiutare a rimuovere gli ostacoli. In alcuni casi si eseguono lavaggi del dotto lacrimale utilizzando una soluzione salina sterile o un dispositivo di irrigazione per rimuovere gli ostacoli come muco o detriti. Per i casi più gravi si può ricorrere a una dacriocistorinostomia: una procedura chirurgica con la quale l’oculista crea una piccola apertura nel dotto lacrimale ostruito per consentire il drenaggio delle lacrime. Altri metodi di intervento sono costituiti dall’utilizzo di sonde o dalla dilatazione del dotto lacrimale. Si procede in questo modo quando la massa dell’ostruzione è più severa.
Quando è consigliabile di suggerire a un genitore di consultare lo specialista?
Ogni volta che si sospetta che vi sia un’ostruzione è sempre preferibile consigliare un consulto con lo specialista. Diciamo però che in talune situazione è ancora più urgente. Mi riferisco a quando si assiste a una persistenza dei sintomi in un periodo prolungato:quindi se il bambino sviluppa complicanze come infezioni oculari ricorrenti, o febbre associata a sintomi oculari. Quando si manifesta un peggioramento improvviso di sintomi, come aumento del gonfiore o secrezione o dolore oculare intenso. Oppure se sono state seguite le indicazioni del medico come massaggi o lavaggi del dotto lacrimale, ma non si notano miglioramenti dopo un periodo ragionevole di tempo. In sintesi, se si hanno dubbi, preoccupazioni o domande riguardo all’ostruzione del dotto lacrimale del bambino.
Come capire se il dotto lacrimale si è aperto?
Bisogna osservare alcuni segni e sintomi che indicano una possibile risoluzione dell’ostruzione. A esempio se si nota una riduzione della lacrimazione e del flusso continuo di lacrime dallo stesso occhio che presentava l’ostruzione, potrebbe essere un segno che il dotto si è aperto e il drenaggio delle lacrime è migliorato. Se si assiste a una diminuzione dell’arrossamento e del gonfiore vuol dire che il dotto lacrimale si è aperto e il flusso lacrimale ha ripreso almeno parzialmente. Quando non si hanno più secrezioni purulente o comunque queste si sono notevolmente ridotte. Infine se si assiste a un miglioramento dello stato generale dell’occhio: meno irritatazione e prurito, minor sensazione di un corpo estraneo nell’occhio. È bene, comuque, tener presente che la risoluzione di un’ostruzione del dotto lacrimale può richiedere tempo e i sintomi possono migliorare gradualmente.
Quando è necessario invece l’intervento chirurgico?
Come detto, l’intervento si rende necessario nei casi in cui l’ostruzione persiste nonostante i trattamenti conservativi o quando si presentano complicanze come infezioni oculari ricorrenti o grave gonfiore. Alcuni criteri comuni per considerare l’intervento chirurgico includono: una persistente chiusura del dotto dopo un periodo ragionevole di trattamenti non invasivi, come massaggi, lavaggi e monitoraggio; in presenza di infezioni oculari ricorrenti nonostante i trattamenti appropriati; quando si manifestano gonfiore e infiammazione gravi che causano disagio o disturbi visivi del bambino; in presenza di complicanze sistemiche come anomalie cranio-facciali, sindromi congenite o malformazioni delle vie lacrimali. In queste situazioni, l’intervento chirurgico può essere necessario per correggere le anomalie strutturali.
Il futuro e le tecniche innovative. Cosa può dirci?
Il futuro delle tecniche per il trattamento di questa problematica è promettente, con tecniche innovative che stanno emergendo. Penso a esempio all’utilizzo di sonde mininvasive che consentono un accesso delicato al dotto lacrimale e offrono risultati promettenti nel ripristino della permeabilità del dotto con minori traumi. Ma anche la laserterapia: alcuni studi stanno esplorando l’uso dei laser ad alta precisione che possono vaporizzare gli ostacoli senza danneggiare i tessuti circostanti, offrendo un approccio meno invasivo rispetto alle procedute chirurgiche tradizionali. Tecnologie innovative prevedono l’uso di stent biocompatibili a rilascio graduale che possono essere inseriti nel dotto lacrimale per prevenire la ri-occlusione e aiutare a mantenere un’apertura permanente. Vi sono poi delle ricerche in corso per sviluppare farmaci o soluzioni specifiche che possono essere utilizzate per sciogliere gli ostacoli nel dotto. Questi farmaci potrebbero essere somministrati topicamente o attraverso lavaggi specifici. Infine va detto che sono in corso studi per sviluppare terapie genetiche o tecniche di rigenerazione tissutale che possono aiutare a riparare o sostituire i tessuti danneggiati. Queste potenziali soluzioni offriranno trattamenti più mirati e duraturi nel lungo termine. È importante sottolineare, però, che queste tecniche sono ancora in fase di sviluppo e richiederanno ulteriori studi clinici e approvazioni regolatorie prima di diventare ampiamente disponibili. Nel frattempo, è sempre consigliabile consultare un medico specialista, come l’oculista pediatrico, per ottenere le opzioni di trattamento attuali più adeguate al proprio bambino.

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Last modified: Novembre 27, 2023
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