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L’evoluzione della colazione

Una corretta alimentazione è fondamentale per la salute e per evitare carenze nutritive

approfondimento a cura del Dott. Giuseppe Zuccarella, Responsabile Centro di Nutrizione Umana Corporea Wellness Experience, Napoli

Una corretta alimentazione è fondamentale per una crescita sana ed equilibrata tale da garantire micro e macroelementi in quantità adeguate per evitare carenze nutritive. L’alimentazione non corrisponde soltanto ad un bisogno primario, istintivo dell’uomo, ma si configura come un vero e proprio prodotto culturale. Nella società contemporanea è molto importante tenere in considerazione tutto ciò, soprattutto in funzione della possibilità di rimediare ad alcune abitudini alimentari dei ragazzi che possiamo considerare scorrette e quindi nell’ambito della prevenzione dell’insorgenza di alcune patologie. Il pasto più importante della giornata è la colazione che dovrebbe rappresentare un vero e proprio momento per fare il pieno di energia, non solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale. E’ evidente che la colazione dell’uomo nel corso del tempo sia stata influenzata da moltissimi fattori differenti, fra i quali possiamo individuare elementi di carattere relazionale, tecnologico, psicologico e climatico. Una svolta storica in Italia è stata la Prima Guerra Mondiale. Ai soldati venivano distribuiti latte, caffè, gallette e cioccolato: ingredienti che sopravviveranno al conflitto. In generale nell’Italia contadina degli anni ‘50 a colazione si beveva il “latte” o la “zuppa di latte” che si consumavano a metà mattina, dopo ore di lavoro, e poi nulla fino a sera, oppure si mangiavano pane raffermo, un residuo di polenta, un tocchetto di aringa, una fettina di salame, un pezzetto di formaggio, quel che restava della zuppa o della pastasciutta. L’apporto di nutrienti era sbilanciato verso un eccesso di grassi oltre che di carboidrati ma l’elevato dispendio energetico non dava ricadute sulla salute. Col miracolo economico iniziano ad arrivare sulle tavole: ciambelloni e biscotti, burro e marmellata, miele, frutta, mentre il latte e caffè diventa la bevanda più presente. Negli anni ‘60 arrivano anche i primi prodotti da forno, cereali e merendine confezionati, che per almeno un decennio conviveranno con una solida tradizione casalinga. Da segnalare che nel ‘64 viene inventata la più celebre crema spalmabile alla nocciola. Anche la marmellata, prima prodotta in casa, comincia a diffondersi come prodotto confezionato, insieme a vari prodotti solubili come orzo e cacao. La colazione si fa dolce (e tale resterà fino a oggi). Negli anni 70 comincia ad affacciarsi il concetto del “light” e la mattina gli italiani iniziano a fare uso di fette biscottate (prima chiamati biscotti della salute) mentre i biscotti si affermano come protagonisti accanto a merendine e croissant confezionati. Le parole d’ordine sono: ritorno alla natura, qualità della vita e famiglia (negli spot compare l’immagine delle famiglie felici attorno al tavolo). Anche lo yogurt si diffonde sempre di più e con gusti diversificati. Nei meravigliosi anni ’80, la pubblicità assume un’importanza sempre maggiore e questo si ripercuote nelle scelte alimentari. Un esempio è la diffusione dei fiocchi di cereali: all’inizio furono i cornflakes, poi diventa sempre più sostenuta l’esigenza di integrare la colazione con prodotti salutistici realizzati con fibre, crusca, avena, e muesli. La pubblicità svolge un ruolo chiave e legittima il successo quotidiana di dolci confezionati. La vera domanda di salute esplode però negli anni ‘90 (si conia il termine wellness ed esplode la moda del fitness) con conseguente diffusione di prodotti integrali e a basso contenuto di grasso. Aumenta il consumo del miele e diminuisce quello di burro. Si preferisce il latte scremato. Oggi, la colazione fornisce un apporto di energia pari a circa il 15-20% del fabbisogno di energia e assicura un apporto di nutrienti quali proteine, grassi e carboidrati più equilibrato oltre a vitamine e minerali. Si registra una sostanziale aderenza a quelle che sono le raccomandazioni di medici e nutrizionisti, alla ricerca di un corretto mix di carboidrati complessi, proteine e grassi e zuccheri semplici. Cresce il peso del tè mentre tra i prodotti solidi al primo posto troviamo i biscotti, seguiti da pane e/o fette biscottate, con o senza marmellata, miele e creme spalmabili alla nocciola o al cacao, cereali e muesli, yogurt e merendine. Queste ultime sono di solito snack industriali generalmente appartenenti al gruppo dei prodotti da forno, più precisamente di pasticceria. La maggior parte di esse è lievitata, con starter microbiologici naturali o con lievito chimico. Le principali critiche che vengono mosse a questi alimenti è l’essere troppo ricchi di grassi, zuccheri e calorie e di contenere ingredienti poco salutari, tra cui additivi, grassi cattivi, glutine ecc. Hanno infatti un apporto energetico elevato, fornito soprattutto dai carboidrati, seguiti dai lipidi e infine dalle proteine; le merendine ricche di cioccolato o creme possono contenere più lipidi di quelle vuote. I glucidi sono soprattutto di tipo complesso, ovvero costituiti da amido, ma la frazione dei solubili (saccarosio) è rilevante. Gli acidi grassi hanno più spesso una maggioranza degli insaturi sui saturi che impattano sulla colesterolemia. L’olio utilizzato per l’idrogenazione più diffuso è di palma. Per finire parliamo di additivi: sono testati e quindi totalmente sicuri ma va ricordato che la loro presenza nella dieta è cumulativa.

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Tag:, Last modified: Dicembre 7, 2023
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