Written by 11:55 am Dermatologia

La scabbia torna a colpire: aumentano i casi a tutte le età

La trasmissione dell’infezione può avvenire per contatto prolungato pelle a pelle in persone di ogni fascia sociale

La scabbia è una delle patologie maggiormente descritte nella letteratura che ha come tema la povertà e le diseguaglianze sociali. Simbolo di condizioni di vita difficili, carenza di igiene e promiscuità umana. Una rappresentazione per molti versi falsa. Tante ricerche epidemiologiche hanno dimostrato che gli acari responsabili della scabbia non si trovano solo in alcune aree sottosviluppate del mondo e che la malattia non si limitata alle sole classi sociali più povere. L’evidenza dei fatti è che epidemie cicliche di scabbia si verificano ovunque e l’acaro può infettare ogni individuo, di qualsivoglia livello economico, tipo di occupazione e soprattutto in tutte le fasce di età, etnie e classi sociali. Il miglioramento della qualità della vita le ha rese solo meno frequenti ma, a quanto riporta il nostro Ministero della Salute, nell’ultimo decennio in Italia si è assistito a un aumento dei casi denunciati, in particolare nelle zone urbane. La scabbia è contagiosa e si diffonde più rapidamente dove c’è affollamento e promiscuità, per contatto di pelle a pelle mentre le situazioni dove più frequentemente si riscontrano epidemie sono le case di cura, le caserme, le strutture per lunga degenza, ma anche ospedali, scuole e asili per l’infanzia. La trasmissione interumana necessita di contatti prolungati, è favorita quando gli individui vivono a stretto contatto gli uni con gli altri, mentre è più raro il contagio indiretto tramite i vestiti, le lenzuola o gli asciugamani poiché gli acari sopravvivono per poco tempo al di fuori dell’ospite naturale. Responsabile dell’infestazione umana è un acaro parassita ben identificato: lo Sarcoptes scabiei, un acaro appartenente all’ordine degli Artropodi. Come tutti gli acari, trascorre le fasi del suo ciclo vitale, che dura 14 -17 giorni sulla pelle di animali a sangue caldo (uomo-animali). L’acaro possiede quattro paia di zampe e riesce a infiltrarsi negli strati più superficiali dell’epidermide, formando gallerie che possono estendersi in profondità fino allo strato granuloso. Le femmine, a temperature superiori ai 20-25 °C sono molto mobili e impiegano appena una ventina di minuti, per raggiungere la profondità di 2,5-3 cm. Da ciascuna femmina vengono deposte fino a quattro uova al giorno che, dopo circa cinque giorni danno origine alle larve, che subiscono tre mutazioni prima di trasformarsi in elementi adulti, in grado di accoppiarsi e iniziare di nuovo la deposizione delle uova. Come detto, la lesione cutanea tipica è la galleria, o meglio il cunicolo scabbioso, una sottile e tortuosa lesione lineare rilevata, di colore rosso-brunastro, lungo qualche millimetro, che rappresenta il percorso scavato dall’acaro femmina nello strato corneo dell’epidermide, per deporre le uova. I cunicoli li si può osservare soprattutto a livello degli spazi interdigitali delle mani e in prossimità della superficie flessoria dei polsi All’estremità del cunicolo si trova una protuberanza in cui si nasconde l’acaro femmina. La scabbia colpisce raramente i bambini di età inferiore ai due mesi, e in quelli inferiori ai 2 anni si presenta sotto forma di vescicole su aree prive di peli come il volto, il collo, le zone senza peli del cuoio capelluto, la pianta dei piedi e dietro le orecchie. Nelle donne è frequente l’interessamento dei capezzoli, mentre nell’uomo molto frequenti sono lesioni papulo-erosive molto pruriginose a livello dei genitali. Sulla pelle, oltre ai cunicoli, si riscontrano papule e noduli, ma anche escoriazioni cutanee diffuse, talvolta crostose, causate dal grattamento indotto dall’intenso prurito. Il prurito infatti è il principale sintomo della scabbia, insorge alla fine dell’incubazione, circa 2/3 settimane dall’avvenuto primo contagio. Il decorso è diverso in caso di un soggetto che abbia già sofferto di scabbia nel passato o di una reinfezione, quando il prurito inizierà entro 1 o 2 giorni in quanto il sistema immunitario reagirà in maniera più rapida. Il prurito, che all’inizio è spesso localizzato principalmente negli spazi interdigitali delle mani e ai glutei, si diffonde e diventa tipicamente più grave nelle ore notturne. Un rischio reale è che in ogni caso sulle lesioni escoriate possano insorgere sovra-infezioni, specialmente batteriche. La scabbia è sicuramente contagiosa, ma non deve essere fonte di panico e preoccupazioni ingiustificate, perché la ricerca ha messo a punto farmaci scabicidi efficaci e a basso costo (Permetrina, Benzoato di benzile), in grado di uccidere gli acari adulti e le loro uova. Qualche problema può insorgere nel trattamento dei bambini più piccoli, fino ai 7-8 anni perché i prodotti, industriali o galenici, vanno applicati su tutto il corpo, per 24 ore al giorno per tre giorni consecutivi, e non è facile evitare un’ingestione involontaria. Oltre alla persona infestata dagli acari, vanno trattati contemporaneamente anche le persone a loro vicine, soprattutto i genitori e chi ha avuto contatti fisici prolungati e pelle a pelle con i bambini infestati. La buona notizia è che mentre gli acari che sulla pelle possono sopravvivere fino a 1-2 mesi, lontano dal calore del corpo, non resistono più di 48-72 ore. Inoltre un lavaggio dei vestiti e della biancheria di 10 minuti con acqua a 50° di temperatura li uccide.

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Tag:, , Last modified: Dicembre 7, 2023
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