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Adolescenza, ormoni e primi odori da evitare

Come insegnare ai ragazzi in che modo vengono a crearsi quei fastidiosi odori che creano un’immagine di sporco?

Educare gli adolescenti all’igiene non è un’impresa facile. Certamente è compito dei genitori, ma talvolta, in supplenza, a occuparsene dovrebbe poter essere la scuola. Ma come fare senza creare discriminazioni, imbarazzi e proteste da parte dei familiari degli studenti che risultassero “poco puliti”? Qualche anno fa, in una scuola inglese, una insegnante ebbe l’idea di iniziare i propri allievi alla cura dell’igiene del proprio corpo attraverso delle simpatiche lezioni in cui ogni bambino “annusava” gli altri alla ricerca dei diversi odori del corpo umano. Da questa situazione – scrisse la professoressa – nacque in ognuno dei piccoli l’esigenza di venire a scuola pulito e ben profumato per evitare l’ilarità e, probabilmente, la derisione degli altri. In Inghilterra il programma ebbe un grande successo ma rimane il dubbio che nel nostro paese questo progetto si possa riproporre nelle scuole senza suscitare un mare di polemiche. L’argomento assume ancor più rilevanza con l’arrivo della stagione calda quando i ragazzi e le ragazze hanno più possibilità di restare all’aperto e quindi di sporcarsi con ancora addosso gli abiti indossati al mattino. Lo racconta bene una recente pubblicità televisiva dove tocca a una mamma storcere il naso dal fastidio che le suscitano i calzini del proprio figliolo al rientro in casa. Approfondiamo il problema ricordando che l’odore corporeo è causato principalmente da due tipi di ghiandole: le sebacee e le sudorali. Le prime sono presenti su quasi tutta la superficie del corpo umano, spesso in associazione con i follicoli piliferi e producono il sebo, una miscela contenente trigliceridi (50%) esteri cerosi (25%) squalene (15%) acidi grassi liberi (10%), che attraverso il dotto sebaceo e follicolare si riversano direttamente sulla superficie cutanea. Le ghiandole sudoripare, a loro volta, si distinguono in eccrine e apocrine. Le prime, diffuse in tutto il corpo, hanno un loro dotto d’uscita, il poro sudorale, che va direttamente all’esterno e secernono il sudore le cui funzioni di termoregolazione, eliminazione di tossine, mantenimento del Ph acido ecc, sono ben conosciute. Questa soluzione eccrina contiene acidi organici, sali inorganici, zuccheri e tracce di sostanze azotate, ed è composta per il 99% di acqua. Pertanto è incolpevole di qualsiasi cattivo odore, cosa che invece non si può proprio dire della secrezione delle ghiandole apocrine che sono localizzate in particolare alle ascelle, nella zona perianale, al pube e negli organi genitali esterni e sul tronco e l’addome, le quali producono una sostanza più densa, che a differenza del sudore eccrino, contiene lipidi, idrati di carbonio e proteine, tutte degradabili dai batteri saprofiti che popolano la pelle. Ed ecco allora spiegato il meccanismo con cui si sviluppano i cattivi odori cutanei. L’interazione fra flora batterica e le sostanze contenute nel sebo e nel sudore apocrino, produce composti a basso peso molecolare, volatili e maleodoranti. Nel cavo ascellare, che è una delle zone in cui l’ambiente è più umido e poco areato, sarebbero due i prodotti odorosi (si fa per dire) classici: uno ha come substrato gli steroidi androgeni, che vengono attaccati dalle esosterasi di natura batterica difteroide e ha uno spunto acre e pungente, l’altro generato da acidi grassi a catena corta e subisce la trasformazione da parte delle ossidasi dello stafilococco epidermidis, con una forte produzione di acido caprilico, caproico, caprico e, naturalmente, determina un caratteristico odore che fa pensare all’omonimo animale. L’influenza degli ormoni sessuali circolanti può spiegare perché negli adolescenti il sudore assume per la prima volta un odore e perché si parla di ferormoni come veicoli emozionali attraverso cui una volta l’uomo era in grado di delimitare il proprio territorio, sedurre il partner, esprimere la propria aggressività. Strano a dirsi, ma ancora oggi in alcune società l’odore forte è sinonimo di “maschio” potente sessualmente. Fortunatamente la nostra civiltà, a partire dalla fine del ‘700, ha pian piano rifiutato questa associazione d’idee e ha cercato di combattere il cattivo odore emanato dall’uomo utilizzando ventagli, profumi, saponi, fino ai moderni deodoranti. Il problema dell’odore corporeo ha alle spalle decenni di ricerca cosmetica e un primo passo sarebbe quello di spiegare agli adolescenti il ruolo che possono avere i deodoranti nella vita sociale. Partendo dalla distinzione fra deodoranti assorbenti, che agiscono da chelanti degli acidi grassi rendendoli non volatili e quindi maleodoranti, ma che non intervengono sulla flora batterica; e i deodoranti profumati o coprenti, che cercano di mascherare l’odore sgradevole coprendolo con essenze profumate ma non intervengono sulla decomposizione del sudore e possono avere una parziale funzione battericida. Il consiglio da dare è di non eccedere nel ricorso ai profumi, perché possono procurare fenomeni d’intolleranza e di sensibilizzazione. Andiamo avanti: i deodoranti antitraspiranti tendono a inibire la fuoriuscita del sudore, ma evidentemente alterano l’equilibrio biologico. Anche i lavaggi più frequenti con acqua e sapone non eliminano dall’epidermide i microorganismi responsabili della degradazione enzimatica di sebo e sudore, e ciò ha dato vita ai deodoranti antimicrobici che hanno una funzione batteriostatica, inibiscono cioè la proliferazione dei batteri e la loro degradazione. Infine, la ricerca ha reso disponibili i cosiddetti deodoranti antiossidanti-batteriostatici, che combinano l’azione di rallentamento dell’attività microbica ed evitano la decomposizione del sudore senza particolari controindicazioni. Per concludere: qualunque sia la formulazione consigliata, va detto che anche un eccesso di deodorante può creare problemi. Bisogna infatti tener presente che la permanenza del deodorante a contatto della pelle per lunghi periodi, specie nella zona ascellare caratterizzata da una particolare sottigliezza dello strato corneo cutaneo, determina un contatto continuato delle varie componenti del prodotto con le cellule del sistema immunitario della pelle, con la possibilità dell’insorgenza di fenomeni di sensibilizzazione.

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Tag:, , , Last modified: Giugno 30, 2023
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