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Pubertà precoce: c’entra qualcosa il lockdown?

Perché durante il periodo della pandemia si è assistito a un aumento dei casi di pubertà precoce? Le cause non sono note

Durante l’ultimo Congresso SIP è stato inaugurata una nuova formula di dibattito chiamata “Le controversie” in cui due relatori esprimevano due approcci diversi, due opinioni a confronto su uno stesso tema, moderati da un unico conduttore. Sei in totale i momenti di approfondimento così concepiti e dedicati a tematiche molto interessanti. Tra questi vogliamo focalizzarci su uno in particolare dedicato alla pubertà precoce, curato in sede congressuale dai dott.ri Chiara Mameli e Tommaso Aversa, consiglieri junior della SIP. Secondo la relazione fatta dai due autori, durante il Covid e nel periodo successivo al primo lockdown sarebbe stato registrato un aumento delle diagnosi di pubertà precoce. Ma andiamo con ordine. Tradizionalmente la pubertà viene definita quel periodo dell’età evolutiva in cui i bambini vanno incontro a numerosi cambiamenti fisici e psicologici che sfociano poi nella maturità sessuale. In alcuni casi, però, questi mutamenti possono fare la loro comparsa prima dell’età in cui solitamente avvengono, ossia prima degli 8 anni nelle bambine. La pubertà precoce centrale, è legata all’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, ed è infatti nettamente più frequente nel sesso femminile rispetto a quello maschile con un rapporto variabile tra 10:1 e 20:1. Dal punto di vista clinico essa si manifesta con la comparsa del bottone mammario (telarca) mentre nei maschi si evidenzia con un aumento del volume testicolare (maggiore o uguale a 4 ml). A questi segni possono poi associarsene altri quali: la comparsa di peluria pubica (pubarca) e/o ascellare (ircarca), la maturazione dell’aspetto dei genitali esterni, l’acne, la seborrea della cute e del cuoio capelluto e la sudorazione acre. L’accelerazione della velocità di crescita è uno dei parametri auxologici da considerare quando si valuta una bambina con sospetta pubertà precoce dal momento che si verifica nelle prime fasi dell’avvio puberale. Le cause per l’ipotizzata anticipazione nella fase del lockdown da Covid, non sono ancora state chiarite. Tuttavia i ricercatori hanno potuto evidenziare due fattori principali. Innanzitutto di tipo nutrizionale. Secondo i fautori di questa teoria, i rilevanti cambiamenti nella vita quotidiana, dalla chiusura delle scuole al divieto di praticare attività sportiva organizzata, hanno determinato una costrizione dei nuclei familiari a rimanere in casa. La conseguenza più immediata sarebbe stata la conseguente maggiore opportunità di consumare snack, bevande gasate e alimenti non nutrizionalmente equilibrati. Il secondo fattore che potrebbe essere alla base di questo sviluppo anticipato, è stato invece identificato nella sedentarietà e nel maggior tempo passato con i dispositivi elettronici. In pratica, l’accresciuto tempo di utilizzo di apparecchi elettronici, dovuto principalmente alla didattica a distanza, unitamente a un aumento di ore passate davanti a cellulari, videogiochi, avrebbe avuto diverse ripercussioni tra cui un disfacimento del normale ciclo circadiano veglia-sonno incidendo sulla qualità di quest’ultimo. Questi due fattori e la loro combinazione avrebbe quindi finito con il determinare una crescita a dismisura dei bambini sovrappeso e, come probabile conseguenza diretta, una precoce attivazioni degli assi ormonali che regolano l’inizio dello sviluppo puberale. Si tratta, vale la pena ricordarlo (e i due autori del dibattito lo hanno fatto più volte) di ipotesi che hanno ancora necessità di essere confermate da studi scientifici in ambito internazionale e dalla comunità scientifica. Va da sé, però, che a prescindere dalle cause, in considerazione dei notevoli progressi in ambito diagnostico e terapeutico, il fenomeno della pubertà precoce non è solo medico ma anche sociale. Le famiglie si preoccupano e chiedono consiglio ai pediatri, e infatti questo tema ricorre sempre più frequentemente nella quotidianità operativa degli ambulatori pediatrici. C’è anche la preoccupazione che alla base ci possano essere disequilibri ormonali e allora lo specialista dovrebbe poter capire, ove ci fosse un reale sospetto diagnostico, a chi richiedere l’esecuzione di una risonanza magnetica della regione ipotalamo ipofisaria per escludere delle lesioni organiche. Resta invece di sua specifica competenza – e non è certamente una decisione facile – il timing ottimale per un intervento farmacologico nelle pubertà precoci centrali, in considerazione dei reali e possibili vantaggi di un blocco puberale farmacologico nelle diverse età. Senza contare un ulteriore aspetto: quello della finestra temporale in cui sono previsti i bilanci di salute da parte dei pediatri delle cure primarie. è ancora appropriato per la valutazione dello sviluppo puberale dei bambini? è più che evidente che non esistono risposte univoche valide per ogni caso e situazione. Lo si è visto a latere del confronto durante il Congresso SIP, ma resta indiscutibile che questi quesiti, suscitati dal dato statistico sulla pubertà anticipata, mostrino come siano necessari i momenti di confronto e la collaborazione con specialisti di altre discipline mediche. Se si vuole offrire ai propri pazienti un’accurata, e responsabile condotta professionale, confermando per il pediatra il giusto ruolo di regista di un progetto terapeutico integrato nella fase così complessa come l’adolescenza.

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Tag:, Last modified: Marzo 13, 2023
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