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Dermofitosi nei cani e nei gatti

La dermatofitosi negli animali domestici è una malattia pleomorfa la cui diagnosi non può fondarsi sui rilevamenti clinici. Con una lampada a raggi UV che illumina il pelo si può mettere in evidenza il 50% delle specie di M. Canis, ma non delle altre specie, che infestano cani e gatti e c’è il rischio di falsi negativi. Si ricorre all’analisi microscopica dei peli e delle lesioni, ma il test più sicuro è la coltura in terreni specifici, su cui si sviluppa da 7 a 45 giorni, a seconda della specie, e poi viene osservato microscopica Il periodo di incubazione in vivo è di circa 2-4 settimane. A essere colpito è principalmente il follicolo e i più comuni segni clinici vanno dalla perdita del pelo; alla presenza di scaglie e di croste, al prurito. La lesione tipica è anulare, caratterizzata da una zona centrale alopecica e alla periferia papule follicolari e infiammazione. Le lesioni possono essere singole o multiple con localizzazione che nel gatto e nel cane sono soprattutto a livello del dorso del naso, sui margini auricolari, sulla porzione distale degli arti. Nel cane può trovarsi una lesione nodulare, edematosa che trasuda materiale purulento, detta kerion. Di norma la lesione si risolve da sola nel giro di qualche settimana, ma può verificarsi una risposta esagerata di tipo allergico. Il trattamento antifungino, topico o sistemico, riduce le possibilità d’infezione per altri animali e per l’uomo.

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Tag:, , Last modified: Novembre 17, 2021
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