Written by 10:38 am Dermatologia

Un futuro radioso? è solo questione di equilibrio

All’interno di questa rivista c’è un argomento che riproponiamo con una certa frequenza: il microbiota intestinale. Non si tratta di una svista o di una moda del momento, bensì di una scelta necessaria, dovuta al fatto che ogni giorno sui giornali internazionali, in quasi tutte le discipline mediche, vengono pubblicati articoli e aggiornamenti sul tema. Tutto ciò nonostante solo da poco la ricerca medica abbia concentrato i propri sforzi nel definire e approfondire i legami esistenti tra l’insieme dei microorganismi che popolano il nostro intestino e il resto del corpo, interrogandosi su quanto e come tali collegamenti possano influire nella messa a punto di strategie terapeutiche efficaci. Sono allo studio, a esempio, le relazioni esistenti tra microbiota e le principali malattie dermatologiche sistemiche, come la psoriasi e la dermatite atopica, così come si stanno approfondendo le conseguenze di una scorretta distribuzione microbiotica in alcune patologie del cervello. Si tratta di un universo ancora tutto da scoprire di cui, appare evidente, è stato approfondito solo qualche dettaglio. Potremmo dire, la classica punta dell’iceberg a fronte di tante altre preziose informazioni che ancora restano celate, nascoste sotto la superficie e il sensazionalismo che sempre accompagna le nuove conoscenze. Quello che però stupisce è come effettivamente, di pari passo con i progressi della ricerca, stiano trovando conferma alcuni dei più antichi presupposti delle discipline orientali, che proprio sul concetto di “equilibrio” dei singoli elementi che costituiscono il nostro corpo, ivi compreso l’insieme dei microbi, fondano il loro approccio alla cura. La medicina cinese, come quella ayurvedica indiana, infatti, tenevano in grande considerazione il benessere psicologico del paziente tanto quanto quello fisico e finanche le sue abitudini alimentari. Fattori che concorrono in maniera determinante a instaurare quella condizione di benessere cui ogni individuo potenzialmente aspira e che oggi rientrano anche nelle prescrizioni della medicina moderna. Il professionista ha certamente a disposizione metodi più sicuri, efficaci e funzionali per “riequilibrare” lo stato di salute del paziente, soprattutto per tentare di risolvere alla radice il problema della disbiosi, ovvero dello squilibrio nel numero, nelle proporzioni e nel tipo di microorganismi che popolano il nostro corpo fin dalla nascita, o meglio, ancor prima della sua nascita. Evidenze scientifiche sembrano confermare che quello che fino a qualche anno fa era ritenuto un ambiente sterile, ossia la placenta, sia in realtà popolata da microorganismi provenienti con tutta probabilità dalla placca batterica orale della mamma gestante. Al momento della nascita, e ancor più successivamente tramite l’allattamento, il bambino acquisisce altri batteri, in primis Lattobacilli e Bifidobatteri, che insieme svolgeranno la duplice funzione di proteggerlo dai patogeni e costituire le basi di un corretto microbiota. Viceversa, circostanze quali il parto cesareo o l’alimentazione tramite latte artificiale, possono compromettere questo naturale processo di formazione. Inoltre, anche se inizialmente il microbiota è in una condizione di eubiosi, cioè di corretto equilibrio, col passare degli anni la conformazione dei batteri intestinali è destinata a mutare, passando da una iniziale semplicità a una struttura ben più eterogenea. Sulla crescente complessità della microflora intervengono numerosi fattori, soprattutto legati alla nutrizione. Occorrono circa tre anni affinché si formi una flora batterica adeguata che determinerà poi la composizione della nostra popolazione intestinale. Un dettaglio non da niente, perché è da tali presupposti che ogni individuo sviluppa il proprio “pacchetto” microbiotico che lo accompagnerà per tutta la vita e che sarà fondamentale per l’efficacia di alcune funzioni essenziali per la salute, come l’effetto barriera contro la proliferazione dei patogeni, il funzionamento del sistema immunitario, la regolazione della motilità intestinale e la produzione di vitamine. Vita natural durante, poi, possono intervenire altre dinamiche in grado di causare disbiosi: un sistema immunitario compromesso, gastropatie, abuso di carne o alcool, terapie antibiotiche reiterate nel tempo. In particolare, per quanto riguarda queste ultime, è noto che alcuni effetti secondari dei medicinali assunti possano continuare a manifestarsi anche a sei mesi dalla fine del trattamento. Così come sappiamo che l’uso eccessivo di antibiotici nei primi anni di vita può portare a obesità o, di contro, a una eccessiva perdita di peso. Alla base della prima ci sarebbe una aumentata disponibilità alle calorie, una alterazione della funzionalità epatica e una diminuita difesa intestinale; a causare il dimagrimento, invece, una alterazione del metabolismo e dei segnali immunologici. è evidente, comunque, che mantenere un buon equilibrio batterico intestinale è fondamentale per il benessere generale delle persone. D’altra parte, è altrettanto chiaro che, in un modo o nell’altro, ognuno di noi soffre di disbiosi all’intestino. Si tratta infatti di un equilibrio molto complesso da mantenere, la cui interruzione, per lo più dovuta al cibo che ingeriamo, causa sintomi molto comuni: dal gonfiore alla flatulenza, dalla stitichezza alla diarrea, financo alle infiammazioni gengivali e a tutte quelle altre patologie che oggi la ricerca ci dice essere strettamente collegate a una condizione di disbiosi. Conoscere la fisionomia, ma soprattutto i meccanismi alla base della formazione del microbiota, ha aperto la strada a diverse strategie volte a ripristinarne il corretto bilanciamento e, di conseguenza, a migliorare le difese immunitarie dei bebè che da esso dipendono. In particolare, i ricercatori si stanno attualmente confrontando sulla possibilità che tale equilibrio possa essere ristabilito tramite l’assunzione di probiotici, ovvero, stando alla definizione utilizzata da FAO e OMS, quei “micro-organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”. Assumibili per via orale, svolgono molte funzioni per l’organismo, dalla prevenzione di numerose patologie alla neutralizzazione di potenziali sostanze tossiche e cancerogene. I batteri che compongono i probiotici (gli stessi che popolano l’apparato gastroenterico) sono in massima parte Lattobacilli e Bifidobatteri. Vari studi condotti di recente dimostrano inoltre che i probiotici ridurrebbero l’incidenza dei coliformi gasogeni, ossia quei batteri “cattivi” che, fermentando il lattosio, producono gas e acidi. Nella consapevolezza che approfondendo ulteriormente la nostra conoscenza del microbiota intestinale presto emergeranno nuovi sorprendenti effetti benefici, non possiamo far altro che attuare tutte le buone abitudini che sappiamo essere fondamentali per mantenerlo florido e ben assortito. In fin dei conti parliamo di una componente del nostro organismo che per complessità e importanza dei ruoli svolti può essere considerato a tutti gli effetti un nostro organo metabolicamente attivo da tutelare esattamente come tutti gli altri.

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Last modified: Giugno 1, 2021
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