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Ernia Ombelicale, quando il trattamento è necessario

del dott. Giacinto Marrocco
Chirurgo, Pediatra – Roma

 

 

L’ernia ombelicale neo natale è un difetto che si rende evidente dopo la caduta del cordone ombelicale. Dopo questo fisiologico evento, infatti, si forma del tessuto cicatriziale che unendosi alla parete addominale dà origine alla cicatrice ombelicale. Tuttavia in alcuni bambini questo processo di fusione tra i due strati tissutali non avviene in modo adeguato, pertanto si viene a creare un’apertura nella parete addominale che permette la fuoriuscita di visceri. Le strutture che si impegnano nell’ernia sono solitamente piccole porzioni di anse intestinali e grasso omentale, insieme al tessuto adiposo che riveste la matassa intestinale. Questo difetto è presente in circa il 10% dei bambini con una particolare predilezione per il sesso femminile.
Sintomi L’ernia ombelicale di solito è completamente asintomatica, si manifesta come una tumefazione, facilmente riducibile, che si evidenzia soprattutto in alcune circo­sta­nze, ossia tutte quelle situazioni che fanno aumentare la pressione all’interno dell’addome: a esempio la tosse o il pianto. Raramente nel corso del tempo le dimensioni dell’ernia aumentano ma, al contrario, questa è una patologia che tende a scomparire spontaneamente. Infatti, con la crescita del bambino, i muscoli addominali si irrobustiscono e si avvicinano tra di loro chiudendo in modo definitivo l’orifizio che è alla base dell’ernia. Nel 93% dei bambini di 2 anni il difetto non è più visibile. Va anche aggiunto che difficilmente questo tipo di ernia si complica, e sono estremamente rari i casi di incarceramento o strangolamento.
Quando intervenire? Dato che questa condizione nella maggior parte dei casi tende a guarire spontaneamente, i bambini che devono ricorrere a una correzione chirurgica sono relativamente pochi. L’intervento si effettua di solito in età scolare quando la muscolatura addominale si è ormai sviluppata e le possibilità di una chiusura spontanea appare inverosimile. La procedura viene eseguita in regime di Day Surgery e non sono necessarie medicazioni o precauzioni particolari nel periodo post-operatorio. L’utilizzo di cinti erniari, raccomandati in passato per ridurre il contenuto erniario, è assolutamente inutile e sconsigliato. A differenza che nell’adulto, l’intervento per eliminare ernie nei bambini non non prevede il ricorso a reti in materiale sintetico. Il chirurgo provvede infatti a richiudere il difetto della parete con dei punti di sutura. L’intervento dà ottimi risultati e non esiste praticamente rischio di complicanze o di recidive. Non vi è indicazione a osservare il digiuno al termine dell’intervento, di solito dopo un paio d’ore ma al contrario il bambino può riprendere ad alimentarsi senza problemi. Qualche suggerimento pratico: è opportuno non bagnare la ferita nei 5 giorni successivi; la medicazione può essere sostituita dai genitori solo se si sporca o si bagna. Una settimana dopo il bimbo deve essere riportato a una visita di controllo. Non è necessario rimuovere i punti, poiché sono costituiti da materiale riassorbibile.

 

 

 

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Tag:, , , , Last modified: Luglio 8, 2020
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