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Un test di valutazione per capire i bambini autistici

La standardizzazione dei test per valutare il comportamento dei bambini autistici è relativamente recente in ambito clinico. Tra i più utilizzati citiamo l’ADOS (Autism Diagnostic Observation Schedule), inteso come strumento diagnostico per quantificare la gravità dei sintomi, che è disponibile dal 2001 e la versione italiana a partire dal 2005; e la Leiter-R, disponibile dal 2002, per la valutazione cognitiva non verbale. “Ripetere i test nel tempo” – spiega Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’IdO – “aiuta a chiarire la gravità della sintomatologia autistica e facilita la caratterizzazione dei cambiamenti nei vari settori dello sviluppo (cognitivo, emotivo, comunicativo e relazionale). Funzioni cognitive come memoria, attenzione e percezione, di solito ben integrate all’interno di un processo di sviluppo armonico, possono essere presenti anche in un soggetto autistico, ma risultano frammentate poiché la scarsa integrazione non consente loro di esprimersi efficacemente.

La valutazione della funzione cognitiva e del potenziale intellettuale aiutano il clinico a valutare le limitazioni di comunicazione che caratterizzano il disturbo.

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Tag:, , Last modified: Luglio 7, 2020
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