Un brivido, il termometro che sale e subito la paura per il bambino: durante la gravidanza anche una febbre apparentemente banale merita attenzione. La febbre in gravidanza può dipendere da un’infezione comune, ma va valutata in base alla temperatura, alla durata, ai sintomi associati e alla settimana gestazionale. Qui trovi cosa fare nelle prime ore, quali farmaci sono generalmente considerati compatibili e quando contattare rapidamente medico, ostetrica o pronto soccorso.
Le indicazioni essenziali per agire senza panico
- 38 °C o più indica generalmente febbre e richiede un contatto con il professionista che segue la gravidanza.
- Misura la temperatura con un termometro affidabile, annotando valore, orario e modalità di rilevazione.
- Bevi, riposa e mantieni l’ambiente fresco, evitando ghiaccio, bagni freddi e rimedi improvvisati.
- Il paracetamolo è in genere il farmaco di prima scelta, alla dose efficace più bassa e per il minor tempo possibile.
- Ibuprofene, aspirina, antibiotici e prodotti combinati non vanno assunti autonomamente.
- Fiato corto, confusione, dolore intenso, perdite, contrazioni regolari o riduzione dei movimenti fetali richiedono assistenza urgente.

Quando la temperatura diventa davvero febbre
In gravidanza il progesterone può far percepire più calore del solito e provocare un lieve aumento della temperatura. Questo cambiamento, di norma, è contenuto e non equivale a una malattia. Io mi baso sempre sul dato misurato e non soltanto sulla sensazione di avere caldo.
Negli adulti si considera generalmente febbre una temperatura di 38 °C o superiore. Anche un valore persistente intorno a 37,5 °C, però, può meritare un parere medico se si accompagna a brividi, forte stanchezza, dolori, tosse, bruciore urinario o malessere generale.
| Temperatura | Come interpretarla | Cosa fare |
|---|---|---|
| Meno di 37,5 °C | Può rientrare nella normale variabilità o indicare un lieve rialzo. | Riposa, idratati e ripeti la misurazione se ti senti poco bene. |
| Tra 37,5 °C e 37,9 °C | Rialzo da osservare, soprattutto se persistente o associato ad altri sintomi. | Contatta il medico o l’ostetrica se il malessere continua. |
| 38 °C o più | Febbre vera e propria, spesso legata a un’infezione. | Chiedi consiglio medico nella stessa giornata. |
| 39 °C o più | Febbre elevata con maggiore rischio di disidratazione e peggioramento. | Contatta rapidamente il medico; vai in urgenza se compaiono sintomi importanti. |
La misurazione deve essere ripetuta dopo qualche minuto se il risultato sembra sorprendente. Segna anche se hai assunto un antipiretico, perché il valore letto dopo il farmaco non descrive la temperatura iniziale e può rendere più difficile capire l’andamento.
Le cause più comuni e i sintomi da non ignorare
La causa più frequente è un’infezione delle vie respiratorie, come raffreddore, influenza o COVID-19. La febbre può comparire anche con una infezione urinaria, persino quando il bruciore durante la minzione è assente o molto lieve.
Mal di gola, tosse e dolori muscolari orientano verso un’infezione respiratoria. Bruciore a urinare, dolore ai fianchi, nausea o bisogno continuo di urinare fanno pensare invece alle vie urinarie e richiedono una valutazione più rapida, perché un’infezione non trattata può risalire ai reni.
Esistono poi situazioni meno comuni ma importanti. Febbre accompagnata da diarrea, vomito, dolori muscolari o sintomi simil-influenzali dopo il consumo di alimenti a rischio va riferita al medico, perché in gravidanza anche la listeriosi può presentarsi in modo poco specifico.
Non cerco di indovinare la diagnosi soltanto dal termometro. Contano anche la settimana di gravidanza, i contatti con persone malate, i viaggi recenti, le vaccinazioni, eventuali patologie già presenti e la risposta ai rimedi iniziali. La temperatura è un segnale, non una diagnosi.
Cosa fare nelle prime ore a casa
La prima cosa è fermarsi e controllare la situazione con ordine. Misura la temperatura, annota l’orario, valuta i sintomi e contatta il ginecologo, il medico di famiglia, l’ostetrica o il servizio maternità indicato dal tuo percorso nascita se raggiungi i 38 °C o se il malessere peggiora.
- Bevi a piccoli sorsi, preferendo acqua e altri liquidi tollerati. Febbre, sudorazione, vomito e diarrea possono causare disidratazione più rapidamente del previsto.
- Riposa e alleggerisci l’abbigliamento. La stanza dovrebbe essere fresca e arieggiata, senza creare però brividi.
- Evita il raffreddamento aggressivo. Ghiaccio, acqua gelata e docce fredde possono provocare tremori, aumentando la produzione di calore.
- Non iniziare antibiotici avanzati da una terapia precedente. Servono soltanto quando la causa lo richiede e la scelta dipende dall’infezione e dalla gravidanza.
- Controlla l’andamento ogni qualche ora, senza misurare la temperatura in modo ossessivo.
Non è necessario mangiare molto se hai nausea, ma cerca di assumere qualcosa di leggero quando riesci. Io considero più importante mantenere i liquidi e osservare lo stato generale che inseguire una temperatura perfetta a ogni costo.
Se hai avuto un contatto con influenza o COVID-19, chiedi al medico se è indicato un test e come comportarti. In gravidanza alcune terapie funzionano meglio quando vengono valutate nelle prime ore o nei primi giorni dall’inizio dei sintomi.
Paracetamolo e altri farmaci durante la gravidanza
Il paracetamolo è generalmente l’antipiretico di prima scelta in gravidanza quando è clinicamente necessario. AIFA conferma l’uso alla dose efficace più bassa, per il periodo più breve possibile e con la frequenza minima compatibile con il trattamento.
Questo non significa assumerlo senza criterio. Segui il foglietto illustrativo o la prescrizione, verifica la concentrazione del prodotto e non sommare più medicinali che contengono paracetamolo. In caso di malattie del fegato, peso inferiore a 50 kg, consumo elevato di alcol o altre terapie, chiedi prima al medico o al farmacista.
Ibuprofene, ketoprofene, diclofenac, aspirina e altri FANS, cioè farmaci antinfiammatori non steroidei, non sono una scelta fai da te per abbassare la febbre. In particolare, l’uso dopo la 20ª settimana può richiedere una valutazione medica e nel terzo trimestre questi farmaci sono generalmente da evitare, salvo indicazioni specialistiche.
Non affidarti neppure ai prodotti “per influenza e raffreddore” venduti come combinazioni. Possono contenere più principi attivi, inclusi decongestionanti o altri analgesici, e la confezione non sempre rende immediato capire che cosa stai assumendo. Un farmaco da banco non è automaticamente adatto alla gravidanza.
Se hai già preso una dose di ibuprofene o di un altro farmaco prima di accorgerti della gravidanza, non andare nel panico e non assumere ulteriori dosi. Comunica al professionista il nome del medicinale, la quantità, l’orario e la settimana gestazionale, così potrà indicarti il comportamento corretto.
Quando serve chiamare subito un professionista
Con una temperatura di 38 °C o più è prudente chiedere un parere nella stessa giornata, anche se ti senti abbastanza bene. La valutazione diventa ancora più importante quando la febbre dura oltre 24 ore, ritorna dopo essere scesa o non migliora con le misure consigliate.
Contatta rapidamente il medico, il punto nascita o la guardia medica in presenza di:
- febbre elevata o brividi intensi;
- fiato corto, dolore al petto, confusione o svenimento;
- mal di testa forte, rigidità del collo, eruzione cutanea diffusa o sensibilità anomala alla luce;
- vomito o diarrea persistenti, bocca molto secca e difficoltà a urinare;
- dolore ai fianchi, bruciore urinario o sangue nelle urine;
- dolore addominale, contrazioni regolari, perdita di liquido o sanguinamento vaginale;
- riduzione dei movimenti del bambino rispetto al solito, soprattutto nella seconda metà della gravidanza.
Chiama il 112 o raggiungi il pronto soccorso se hai difficoltà respiratoria importante, perdita di coscienza, dolore toracico, convulsioni, confusione marcata o un peggioramento rapido. In queste situazioni non aspettare che l’antipiretico faccia effetto.
Il trimestre modifica il tipo di attenzione, non la regola di base. Una febbre importante nelle prime settimane va riferita perché coincide con una fase delicata dello sviluppo embrionale; più avanti diventano centrali anche i sintomi ostetrici, i movimenti fetali e il rischio di disidratazione o infezioni che possono stimolare contrazioni.
Come ridurre il rischio e prepararsi meglio
La prevenzione non elimina tutte le infezioni, ma riduce quelle evitabili. Lavati spesso le mani, arieggia gli ambienti, evita il contatto ravvicinato con persone chiaramente malate e segui le indicazioni del consultorio sulle vaccinazioni raccomandate in gravidanza.
Per la sicurezza alimentare, cuoci bene carne e uova, lava con cura frutta e verdura, conserva correttamente gli alimenti e rispetta le indicazioni ricevute su latte non pastorizzato, salumi e prodotti pronti. Sono abitudini semplici, ma fanno una differenza concreta proprio per le infezioni che possono avere sintomi iniziali sfumati.
Prima del parto tieni a portata di mano il numero del punto nascita, la tessera sanitaria, l’elenco dei farmaci assunti e la settimana gestazionale. Quando telefono a un professionista, cerco di riferire subito temperatura massima, durata, sintomi associati e farmaci già presi: queste quattro informazioni rendono la valutazione molto più rapida.
La regola pratica per proteggere te e il bambino
Un lieve rialzo isolato non equivale automaticamente a un pericolo, ma una temperatura di 38 °C o più durante la gravidanza non va ignorata. Riposo, liquidi e paracetamolo solo se indicato possono aiutare, mentre la causa della febbre deve essere valutata quando il quadro persiste o compaiono altri sintomi.
La scelta più sicura è evitare sia il panico sia l’attesa passiva. Misura, annota, chiama e segui le indicazioni personalizzate del professionista che conosce la tua storia clinica e la tua gravidanza.
