Esami del sangue in gravidanza - calendario e referti

Rita Morelli 28 luglio 2026
Calendario gravidanza: esami di laboratorio, ecografie, test genetici e analisi del sangue per la gravidanza, vaccinazioni e controlli ostetrici.

Indice

Quando il test di gravidanza è positivo, una delle prime domande riguarda gli esami da fare e il significato di quei valori sul referto. Qui raccolgo in modo pratico quali analisi del sangue servono nei diversi trimestri, quando ripeterle, come prepararsi e come interpretare screening come test combinato e DNA fetale.

Le informazioni essenziali per orientarsi senza allarmarsi

  • Prima visita: idealmente entro la 10ª settimana, con emocromo, gruppo sanguigno, fattore Rh, glicemia e test per alcune infezioni.
  • Toxoplasmosi: se non c’è immunità, il controllo può essere ripetuto ogni 30-40 giorni fino al parto.
  • Screening prenatale: test combinato e DNA fetale stimano un rischio, ma non fanno diagnosi certa.
  • Curva da carico: viene proposta soprattutto tra la 24ª e la 28ª settimana, in base ai fattori di rischio.
  • Esenzione: molti esami della gravidanza fisiologica rientrano nei livelli essenziali di assistenza, con modalità che possono variare localmente.

Grafico settimanale di controlli e esami in gravidanza, inclusi test del DNA fetale e analisi del sangue.

Quali analisi del sangue si fanno all’inizio della gravidanza

Il primo prelievo serve a costruire una fotografia generale della salute materna e a individuare condizioni che possono essere corrette o monitorate presto. La prima visita dovrebbe avvenire prima della 10ª settimana, così il ginecologo può organizzare il calendario degli accertamenti senza arrivare in ritardo alle finestre utili.

In genere vengono richiesti l’emocromo, la glicemia, il gruppo sanguigno ABO, il fattore Rh e, quando indicato, il test di Coombs indiretto. L’emocromo aiuta soprattutto a riconoscere anemia e alterazioni delle cellule del sangue, mentre il fattore Rh serve a valutare il rischio di incompatibilità materno-fetale.

  • Emocromo per emoglobina, globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
  • Glicemia per controllare il livello di glucosio nel sangue.
  • Gruppo sanguigno e fattore Rh, se non già documentati.
  • Transaminasi, cioè enzimi utili a valutare il fegato, quando previste dal percorso clinico.
  • Test infettivologici per rosolia, toxoplasmosi, sifilide, HIV ed epatite B, secondo la storia clinica e la documentazione già disponibile.

Il risultato non va letto come una pagella. Un valore fuori intervallo può dipendere anche dai normali cambiamenti della gravidanza, dall’idratazione o dal laboratorio utilizzato. Io consiglio di confrontare sempre il referto con i range specifici del laboratorio e di farlo commentare al professionista che segue la gravidanza.

Il calendario cambia durante i tre trimestri

Non esiste un unico pacchetto identico per tutte. Il calendario dipende dall’età gestazionale, dalle gravidanze precedenti, dalle malattie già presenti, dai risultati dei primi esami e dalle indicazioni regionali. La tabella aiuta a capire la logica generale, ma non sostituisce la prescrizione personale.

Periodo Controlli più frequenti A cosa servono
Prima visita, possibilmente entro 13 settimane Emocromo, glicemia, gruppo ABO e Rh, test infettivi, eventuali transaminasi e Coombs Valutare lo stato generale, l’immunità e le infezioni che possono influire sulla gravidanza
Tra 14 e 23 settimane Ripetizione della toxoplasmosi se non immune; emocromo o altri test se indicati Controllare eventuali infezioni recenti e l’andamento dell’emoglobina
Tra 24 e 28 settimane Glicemia o curva da carico orale di glucosio nei casi previsti Individuare il diabete gestazionale
Terzo trimestre Emocromo, toxoplasmosi se non immune, epatite B, sifilide, HIV e Coombs quando indicato Preparare il percorso verso il parto e aggiornare i controlli infettivologici e immunoematologici

Se il test per la toxoplasmosi mostra assenza di immunità, il controllo viene spesso ripetuto ogni 30-40 giorni. Non significa che ci sia un problema: indica semplicemente che è utile verificare se l’infezione è stata contratta durante la gravidanza.

Per la donna con fattore Rh negativo il Coombs indiretto può essere ripetuto a intervalli stabiliti dal ginecologo. Se emergono anticorpi o altri risultati rilevanti, il percorso diventa personalizzato e può richiedere controlli più ravvicinati.

Come leggere i test per le infezioni senza confondere IgG e IgM

Rosolia e toxoplasmosi vengono valutate soprattutto attraverso gli anticorpi. Le IgG indicano in genere un contatto passato o una protezione immunitaria, mentre le IgM possono comparire nelle fasi più recenti, ma non sono sufficienti da sole per stabilire quando sia avvenuta un’infezione.

Toxoplasmosi

Un risultato negativo per le IgG significa che non è stata dimostrata immunità. In questo caso diventano importanti le precauzioni quotidiane, come cuocere bene la carne, lavare con attenzione frutta e verdura e usare guanti per il giardinaggio o per la lettiera del gatto.

La presenza di IgM richiede una valutazione più attenta, spesso con la ripetizione del test o con esami di conferma. Io eviterei di interpretare un singolo risultato cercando spiegazioni online, perché il significato dipende dalla combinazione di IgG, IgM, avidità e data del prelievo.

Rosolia

Se le IgG sono negative, il referto indica che non è stata rilevata immunità. Il vaccino contro la rosolia non viene somministrato durante la gravidanza, ma il tema può essere affrontato dopo il parto per proteggere eventuali gravidanze future.

Sifilide, HIV ed epatite B

Questi test sono importanti anche quando la persona non ha sintomi. Un risultato positivo o dubbio non equivale automaticamente a una diagnosi definitiva, ma deve essere verificato rapidamente perché le terapie e le misure assistenziali possono ridurre il rischio di trasmissione al neonato.

Il test HIV viene eseguito con consenso e riservatezza. Parlare apertamente con il medico di eventuali infezioni precedenti, vaccinazioni e fattori di rischio rende il controllo più completo e impedisce di ripetere esami già documentati inutilmente.

Screening prenatale e semplice controllo materno non sono la stessa cosa

Un errore frequente è chiamare “analisi del sangue” qualunque esame eseguito in gravidanza. Il controllo dell’emocromo, per esempio, riguarda soprattutto la salute della madre; il test combinato e il DNA fetale circolante appartengono invece allo screening delle anomalie cromosomiche.

Test combinato

Il test combinato mette insieme alcuni marcatori del sangue materno, tra cui la frazione libera della beta-hCG e la PAPP-A, con l’ecografia del primo trimestre e altri dati clinici. Il risultato è una stima del rischio per trisomie come 21, 18 e 13, non una diagnosi certa.

Leggi anche: Febbre in gravidanza - cosa fare e quando chiamare il medico

Test del DNA fetale

Il NIPT, o test del DNA fetale, analizza frammenti di DNA placentare presenti nel sangue materno. È non invasivo e può essere molto accurato per alcune trisomie, ma anche in questo caso un risultato ad alto rischio va confermato con un esame diagnostico indicato dallo specialista.

La differenza pratica è essenziale: un test di screening dice “quanto è probabile”, mentre villocentesi e amniocentesi sono procedure diagnostiche. Le linee guida aggiornate dell’ISS sottolineano che il DNA fetale non va considerato automaticamente un sostituto universale del test combinato; la scelta va discussa in base alla situazione clinica, alle preferenze e all’offerta disponibile.

Curva da carico e valori della glicemia

La glicemia iniziale è un controllo semplice, ma non basta sempre a escludere il diabete gestazionale. Quando ci sono fattori di rischio o indicazioni cliniche, il ginecologo può prescrivere la curva da carico orale di glucosio, generalmente tra la 24ª e la 28ª settimana.

L’esame prevede un primo prelievo a digiuno, l’assunzione di una soluzione contenente glucosio e ulteriori prelievi a intervalli stabiliti dal laboratorio. La preparazione è precisa: di solito sono richiesti 8-12 ore di digiuno, una dieta normale nei giorni precedenti e niente fumo o attività fisica intensa durante il test.

Non bisogna modificare autonomamente l’alimentazione per “far passare” l’esame. Un risultato alterato non è una colpa e non significa necessariamente che la gravidanza sia in pericolo: permette di impostare alimentazione, controlli ed eventuale terapia in modo tempestivo.

Per i prelievi ordinari il digiuno non è sempre indispensabile, perché dipende dagli esami richiesti. Prima di andare in laboratorio conviene verificare le istruzioni, bere acqua e assumere i farmaci solo secondo le indicazioni ricevute.

Esenzione, preparazione e referti da portare alla visita

In Italia molte prestazioni previste per il controllo della gravidanza fisiologica sono esenti dalla partecipazione al costo, se prescritte correttamente e nel periodo previsto. L’esenzione non significa però che ogni analisi possibile sia gratuita: esami aggiuntivi, pannelli commerciali e alcuni test genetici possono seguire regole diverse.

La prescrizione deve riportare le informazioni necessarie, compreso il codice di esenzione quando previsto. Poiché l’organizzazione può cambiare tra Regioni e strutture, io controllerei sempre la ricetta con il consultorio, il medico di base, il ginecologo o il laboratorio prima del prelievo.

Per arrivare preparate bastano pochi accorgimenti concreti:

  • portare la tessera sanitaria, la prescrizione e i referti precedenti;
  • segnalare farmaci, integratori, allergie e malattie già diagnosticate;
  • chiedere se è necessario il digiuno e per quante ore;
  • bere acqua normalmente, salvo indicazioni differenti;
  • non sospendere ferro, tiroxina o altri farmaci senza aver parlato con il medico;
  • conservare i risultati in ordine cronologico, soprattutto per toxoplasmosi, emocromo e Coombs.

Il costo privato varia molto in base al numero di analisi, alla città e alla struttura. Per questo è più utile chiedere un preventivo dettagliato con i singoli esami che affidarsi a un prezzo generico pubblicizzato online.

Il referto va interpretato insieme alla storia della gravidanza

Un asterisco accanto a un valore non è una diagnosi. I valori di riferimento possono cambiare tra laboratori e, durante la gravidanza, alcuni parametri si modificano fisiologicamente. Anche un risultato “normale” non esclude ogni problema se compaiono sintomi o se esistono fattori di rischio.

Contatterei il professionista che segue la gravidanza se compaiono anemia importante, alterazioni della glicemia, febbre, sintomi urinari, sanguinamento, dolore intenso o un referto infettivologico dubbio. In presenza di sintomi urgenti, il riferimento non è il laboratorio ma il servizio sanitario indicato dal proprio percorso ostetrico.

La cosa più utile è arrivare alla visita con una domanda precisa e tutti i referti disponibili. Le analisi servono davvero quando diventano decisioni comprensibili: ripetere un controllo, iniziare una terapia, modificare il monitoraggio o semplicemente tranquillizzarsi con dati letti nel modo corretto.

Un piccolo metodo per seguire gli esami fino al parto

Io suggerisco di creare una cartella, cartacea o digitale, con la settimana di gravidanza, la data del prelievo e il risultato principale. Accanto a ogni esame si può annotare se è un controllo materno, un test infettivologico o uno screening, perché questa distinzione evita molti equivoci.

Il calendario non deve diventare una fonte di ansia. Non tutte le donne fanno gli stessi esami nello stesso momento: la personalizzazione è normale e spesso riflette una storia clinica già conosciuta, un risultato precedente o una diversa organizzazione regionale.

Con il piano del ginecologo, una preparazione adeguata e una lettura condivisa dei referti, i controlli del sangue diventano uno strumento concreto per accompagnare la gravidanza e arrivare al parto con informazioni affidabili, senza trasformare ogni numero in un motivo di allarme.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Idealmente entro la 10ª settimana si controllano emocromo, glicemia, gruppo sanguigno ABO, fattore Rh e, quando indicato, Coombs indiretto e transaminasi. Possono essere richiesti anche i test per rosolia, toxoplasmosi, sifilide, HIV ed epatite B, in base alla storia clinica e agli esami già disponibili.

Quando le IgG indicano assenza di immunità, il controllo viene spesso ripetuto ogni 30-40 giorni fino al parto. Un risultato IgM positivo o dubbio non basta da solo per stabilire quando sia avvenuta l’infezione: possono servire ripetizione, avidità e valutazione del medico.

Il test combinato e il DNA fetale sono screening: stimano il rischio di alcune anomalie cromosomiche, ma non danno una diagnosi certa. Un risultato ad alto rischio deve essere confermato con un esame diagnostico, come villocentesi o amniocentesi, secondo l’indicazione dello specialista.

La curva orale di glucosio viene proposta soprattutto tra la 24ª e la 28ª settimana, in base ai fattori di rischio e alle indicazioni cliniche. Di solito richiede 8-12 ore di digiuno, una dieta normale nei giorni precedenti e l’assenza di fumo o attività fisica intensa durante il test.

Molte prestazioni per il controllo della gravidanza fisiologica possono essere esenti se prescritte correttamente e nel periodo previsto. L’esenzione non comprende necessariamente analisi aggiuntive, pannelli commerciali o alcuni test genetici; regole e modalità possono variare tra Regioni e strutture.

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Autor Rita Morelli
Rita Morelli
Mi chiamo Rita Morelli e negli ultimi 12 anni ho dedicato la mia attenzione al mondo della salute, del benessere e dello sviluppo dei bambini, argomenti che trovo di fondamentale importanza per ogni genitore. La mia curiosità è nata dal desiderio di comprendere a fondo le tappe fondamentali della crescita e di come supportarle al meglio, e da allora ho coltivato questo interesse approfondendo costantemente le informazioni. Sul sito lapellebaby.it mi impegno a ricercare e presentare contenuti chiari e affidabili, confrontando diverse fonti per offrire una prospettiva completa e aggiornata. Il mio obiettivo è rendere accessibili temi complessi, aiutando i lettori a navigare con maggiore consapevolezza il percorso della genitorialità, dalla salute fisica alle sfumature del benessere emotivo e cognitivo del bambino.

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