Quando un bambino ha mal di gola, la prima preoccupazione è capire se si tratta di un disturbo passeggero o se serve una visita. Nella maggior parte dei casi la faringite è virale e migliora in pochi giorni, ma la durata cambia se è coinvolto lo streptococco. Qui chiarisco i tempi più comuni, cosa può aiutare e quali segnali richiedono il parere del pediatra.
I tempi della faringite dipendono soprattutto dalla causa
- Forma virale: di solito migliora in 3-5 giorni e si risolve entro circa una settimana.
- Forma streptococcica: può durare 5-10 giorni, con terapia prescritta dal medico.
- Antibiotico: non serve contro i virus e va usato solo dopo valutazione e test appropriati.
- Controllo medico: è importante se la febbre persiste, il bambino beve poco o respira con difficoltà.
- Idratazione e riposo: restano le misure più utili per alleviare i sintomi nella maggior parte dei casi.
Quanto dura la faringite nei bambini
La faringite acuta, cioè l’infiammazione improvvisa della gola, dura generalmente da 3 a 7 giorni. Il mal di gola può attenuarsi prima, mentre tosse, naso chiuso o stanchezza possono trascinarsi ancora per qualche giorno.
La causa più frequente è virale. In questo caso il bambino può avere mal di gola insieme a raffreddore, tosse, voce rauca, occhi arrossati o febbre moderata. Secondo l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la forma virale tende a risolversi in 3-5 giorni, mentre quella batterica streptococcica può richiedere 5-10 giorni con trattamento appropriato. Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
| Tipo di faringite | Durata abituale | Segni più comuni |
|---|---|---|
| Virale | 3-5 giorni, talvolta fino a una settimana | Tosse, naso che cola, raucedine, malessere |
| Streptococcica | 5-10 giorni, con terapia indicata dal medico | Mal di gola improvviso, febbre, dolore a deglutire, linfonodi gonfi |
| Irritativa | Variabile, finché persiste la causa | Gola secca, bruciore, poca o nessuna febbre |
Questi sono intervalli orientativi, non una scadenza rigida. Se dopo 5-7 giorni il bambino non mostra alcun miglioramento, oppure peggiora dopo un iniziale sollievo, è prudente contattare il pediatra.
Come distinguere una forma virale da una batterica
Non è possibile stabilire con sicurezza la causa soltanto guardando la gola. Le placche bianche, per esempio, possono comparire anche in alcune infezioni virali, quindi non sono una prova sufficiente per iniziare un antibiotico.
La presenza di tosse, raffreddore, congiuntivite o raucedine orienta più spesso verso un virus. Al contrario, un mal di gola comparso bruscamente, febbre alta, dolore importante durante la deglutizione e assenza di tosse possono far sospettare lo streptococco, soprattutto nei bambini in età scolare.
Quando il quadro lo richiede, il medico può eseguire un tampone faringeo rapido. Un risultato positivo è generalmente attendibile; se il test è negativo ma i sintomi restano molto suggestivi, il pediatra può richiedere una coltura, che richiede più tempo ma è più sensibile. Il test va idealmente eseguito prima di iniziare eventuali antibiotici.
Nei bambini molto piccoli lo streptococco è meno frequente rispetto all’età scolare, ma ogni caso va valutato considerando età, febbre, condizioni generali e contatti con persone infette. Anche la scarlattina, che può iniziare con faringite, febbre ed esantema, richiede una valutazione medica.
Cosa fare a casa per alleviare il mal di gola
Se il bambino respira bene, riesce a bere e le sue condizioni generali sono buone, spesso è possibile concentrarsi sul sollievo dei sintomi. Io considero particolarmente importante osservare quanto beve e quanto urina, più che inseguire il numero esatto della temperatura.
- Offrire spesso acqua, latte o altri liquidi tollerati, anche a piccoli sorsi.
- Preferire cibi morbidi e non troppo caldi, senza forzare il bambino a mangiare.
- Favorire il riposo e arieggiare la stanza, evitando il fumo di sigaretta.
- Usare paracetamolo o ibuprofene solo secondo peso, età e indicazioni del pediatra o del foglietto illustrativo.
- Dare un cucchiaino di miele soltanto ai bambini con più di 12 mesi, mai ai lattanti.
Pastiglie e caramelle non sono adatte ai bambini piccoli per il rischio di soffocamento. Anche spray, collutori e prodotti “per la gola” non sono automaticamente innocui: la scelta deve rispettare l’età indicata e le istruzioni del prodotto.
Gli antibiotici non abbreviano una faringite virale e possono causare effetti indesiderati. Se il tampone conferma lo streptococco, invece, il pediatra può prescrivere una terapia che riduce la durata dei sintomi, limita la trasmissione e aiuta a prevenire complicanze.
Quando il tampone o la visita diventano importanti
Il tampone non è necessario per ogni semplice raffreddore con gola arrossata. Diventa più utile quando il bambino ha febbre e mal di gola senza tosse o raffreddore, presenta linfonodi dolenti sul collo, placche associate a dolore intenso oppure è stato a stretto contatto con una persona con infezione da streptococco.
Non bisogna ripetere automaticamente il test dopo la guarigione. Se il bambino sta bene e ha completato la terapia prescritta, la ricerca del batterio può rilevare un semplice stato di portatore e non indicare un’infezione ancora attiva.
In caso di streptococco confermato, il rientro a scuola o all’asilo avviene in genere dopo almeno 24 ore dall’inizio dell’antibiotico, purché il bambino stia sufficientemente bene e siano rispettate le indicazioni del pediatra e della struttura.
Quali segnali non vanno aspettati a casa
La maggior parte delle faringiti si risolve senza complicazioni, ma alcuni sintomi richiedono un contatto rapido con il pediatra o una valutazione urgente. Non aspetterei che “passi da solo” se il bambino ha:
- difficoltà a respirare o rumore durante la respirazione;
- incapacità di deglutire la saliva, salivazione abbondante o voce molto impastata;
- dolore e gonfiore marcati da un solo lato della gola;
- segni di disidratazione, come labbra asciutte, assenza di lacrime o poca urina;
- febbre elevata persistente, peggioramento generale o sonnolenza insolita;
- rigidità del collo, difficoltà ad aprire la bocca o gonfiore importante del collo;
- febbre in un lattante di età inferiore a 3 mesi.
Questi segnali non significano necessariamente che ci sia una complicanza grave, ma indicano che serve un esame diretto. Anche una faringite che dura oltre una settimana senza migliorare merita un confronto con il medico, soprattutto se il bambino mangia e beve sempre meno.
Il modo più semplice per seguire l’evoluzione giorno dopo giorno
Per capire se il bambino sta davvero migliorando, consiglio di annotare per due o tre giorni temperatura, capacità di bere, dolore e livello di energia. Un bambino che torna a giocare, beve regolarmente e ha meno febbre sta probabilmente recuperando anche se la gola non è ancora del tutto normale.
La durata, da sola, non basta per decidere la terapia. Il dato più utile è l’insieme dei sintomi e il loro andamento: una forma virale tende a migliorare gradualmente, mentre febbre persistente, dolore intenso o un nuovo peggioramento dopo alcuni giorni richiedono una valutazione. ISSalute
In pratica, per la maggior parte dei bambini la faringite passa entro una settimana con liquidi, riposo e controllo dei sintomi. Quando il decorso non segue questo andamento o compaiono difficoltà nel respirare, deglutire o idratarsi, il pediatra è la persona giusta per chiarire la causa e scegliere il trattamento più sicuro.
