Quando un bambino respira con la bocca, russa o ha otiti ricorrenti, è naturale chiedersi come si vedono le adenoidi e se sia possibile controllarle a casa. La risposta breve è che si trovano in una zona profonda, dietro il naso, quindi non sono visibili guardando semplicemente la gola. L’esame più preciso è la rinofaringoscopia, affiancata quando serve dalla valutazione dell’udito, delle orecchie e del sonno.
La rinofaringoscopia è il modo più diretto per valutare le adenoidi
- Posizione: le adenoidi si trovano nel rinofaringe, dietro le cavità nasali e sopra la gola.
- Esame principale: un sottile endoscopio flessibile permette di osservare direttamente dimensioni e grado di ostruzione.
- Radiografia: può essere presa in considerazione in casi selezionati, ma offre un’immagine meno completa.
- Sintomi indicativi: respirazione orale, russamento, naso chiuso persistente, voce nasale e otiti ricorrenti.
- Diagnosi: nessun sintomo, fotografia o controllo domestico può sostituire la visita dell’otorinolaringoiatra.
Perché le adenoidi non si vedono guardando la gola
Le adenoidi, chiamate anche vegetazioni adenoidee o tonsilla faringea, sono un tessuto linfatico situato nella parte più alta della faringe, proprio dietro il naso. A differenza delle tonsille palatine, che si possono osservare ai lati della gola aprendo la bocca, restano nascoste dietro il palato molle.
Per questo motivo, abbassare la lingua con un cucchiaino o usare una torcia non permette di capire se siano ingrossate. Anche le fotografie del viso possono mostrare conseguenze indirette, come la respirazione a bocca aperta, ma non confermano la presenza né la dimensione dell’ipertrofia.
La distinzione è importante perché naso chiuso e russamento non dipendono sempre dalle adenoidi. Possono essere coinvolti anche allergia, turbinati ingrossati, deviazioni del setto, tonsille voluminose, infezioni frequenti o disturbi respiratori del sonno. Io considero quindi i sintomi un campanello d’allarme, non una diagnosi già fatta.

L’esame che mostra meglio le adenoidi
L’esame più utile è la rinofaringoscopia flessibile, chiamata spesso anche fibroscopia nasale. L’otorinolaringoiatra introduce delicatamente da una narice un tubicino molto sottile dotato di luce e microcamera, così da osservare il percorso nasale, il rinofaringe e lo spazio occupato dalle adenoidi.
Come si svolge la visita
Il bambino resta generalmente sveglio e seduto. In alcuni casi il medico applica uno spray locale per ridurre il fastidio e favorire il passaggio dello strumento, ma la procedura dura di solito pochi minuti. Può provocare una sensazione insolita, stimolo a starnutire o lacrimazione, mentre un dolore significativo non è l’esperienza abituale.
Durante l’esame lo specialista può valutare se il tessuto adenoideo:
- ostruisce parzialmente o quasi completamente il passaggio dell’aria;
- appare infiammato, ricoperto di muco o infetto;
- interferisce con la zona vicina alle tube di Eustachio;
- è associato ad altre cause di ostruzione nasale.
Il vantaggio principale è che non si ottiene soltanto una stima delle dimensioni, ma si osserva quanto spazio viene realmente occupato. Due bambini con adenoidi apparentemente simili possono avere disturbi molto diversi, a seconda della conformazione del rinofaringe, della posizione durante il sonno e della presenza di tonsille grandi.
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È un esame adatto anche ai bambini piccoli?
Sì, ma la collaborazione varia con l’età e con il carattere del bambino. Spiegare prima che la telecamera è una “cannuccia con una luce” e consentire al piccolo di vedere lo strumento può ridurre la paura. Se il bambino non collabora, l’otorinolaringoiatra valuta alternative o rimanda l’esame, senza forzare inutilmente la situazione.
La rinofaringoscopia non va confusa con una procedura chirurgica. È un’indagine ambulatoriale e, nella maggior parte dei casi, il bambino può riprendere subito le normali attività.
Quando si ricorre alla radiografia e quando non basta
La radiografia laterale del rinofaringe può mostrare il profilo delle adenoidi e lo spazio aereo residuo. In passato veniva utilizzata spesso; oggi l’endoscopia è generalmente preferita quando è possibile, perché consente una visione diretta e dinamica della zona.
La radiografia può avere un ruolo quando il bambino non tollera la fibroscopia o quando il medico ritiene utile un’indagine aggiuntiva. Ha però alcuni limiti: è un’immagine bidimensionale, può risentire della posizione del capo e non descrive bene l’infiammazione, il muco o il rapporto con le tube di Eustachio.
| Esame | Cosa permette di valutare | Limiti principali |
|---|---|---|
| Rinofaringoscopia | Dimensioni, superficie, infiammazione e grado reale di ostruzione | Richiede una minima collaborazione del bambino |
| Radiografia laterale | Profilo delle adenoidi e spazio aereo in modo indiretto | Immagine statica, meno dettagliata e con esposizione ai raggi X |
| Polisonnografia | Effetti dell’ostruzione sulla respirazione durante il sonno | Non visualizza direttamente le adenoidi |
| TC o risonanza magnetica | Studio approfondito di anatomia, complicanze o diagnosi particolari | Non sono esami di routine per una semplice ipertrofia adenoidea |
La TC e la risonanza non servono normalmente per rispondere alla domanda di base. Si prendono in considerazione solo per indicazioni specifiche, perché la prima utilizza radiazioni e la seconda può richiedere tempi più lunghi e, nei bambini molto piccoli, una collaborazione difficile.
I segnali che fanno pensare a un problema adenoideo
Le adenoidi ingrossate possono ostacolare il passaggio dell’aria e alterare la ventilazione dell’orecchio medio. Il quadro non è identico per tutti, ma alcuni segnali meritano una valutazione pediatrica, soprattutto quando persistono per settimane o si ripetono.| Segnale | Perché può essere collegato alle adenoidi |
|---|---|
| Respirazione abituale con la bocca | Il naso non lascia passare abbastanza aria, specialmente durante il riposo |
| Russamento frequente | Il restringimento delle vie aeree può aumentare il rumore respiratorio notturno |
| Pause respiratorie o sonno agitato | Possono indicare un disturbo respiratorio del sonno che richiede approfondimento |
| Voce nasale “chiusa” | L’aria e il suono non passano normalmente attraverso il rinofaringe |
| Otiti ricorrenti o udito ridotto | Il tessuto può ostacolare la funzione delle tube di Eustachio |
| Naso chiuso, muco e alito cattivo | Possono accompagnare infiammazione o infezione persistente |
Il russamento occasionale durante un raffreddore non significa automaticamente ipertrofia adenoidea. Mi preoccupa di più un sintomo persistente, associato a pause nel respiro, sonnolenza diurna, irritabilità o difficoltà di concentrazione. Anche un bambino che non lamenta dolore può avere un problema di ventilazione dell’orecchio e sentire meno.
Se compaiono apnee evidenti, respirazione faticosa, colorito bluastro, risvegli con soffocamento o marcata difficoltà a respirare, non aspetterei una visita programmata: è opportuno contattare rapidamente un medico o un servizio di emergenza.Dalla visita alla decisione di cura
Vedere adenoidi grandi non significa automaticamente doverle rimuovere. La decisione dipende dall’insieme di sintomi, durata, impatto sul sonno, infezioni, udito e grado di ostruzione, non soltanto dall’aspetto osservato sullo schermo.
Durante la valutazione, lo specialista può associare alla fibroscopia un’otoscopia, una timpanometria o un controllo audiometrico. La timpanometria misura come si muove il timpano e aiuta a individuare la presenza di liquido nell’orecchio medio, anche quando il bambino non riferisce chiaramente di sentire meno.
Quando il problema riguarda soprattutto il sonno, può essere indicato uno studio notturno, come la pulsossimetria o, nei casi selezionati, la polisonnografia. Questi esami non dicono quanto siano grandi le adenoidi, ma chiariscono quanto l’ostruzione incida davvero sulla respirazione.
Nei casi lievi il medico può preferire osservazione, lavaggi nasali e una terapia locale prescritta in base alla situazione. Se l’ostruzione è importante, le apnee sono documentate o le otiti e il versamento nell’orecchio persistono, può essere discussa l’adenoidectomia. Non userei spray o antibiotici di mia iniziativa: la terapia deve seguire la causa e l’età del bambino.La cosa più utile da portare alla visita
Per rendere la valutazione più precisa, annoterei da quanto tempo il bambino respira con la bocca, quante otiti ha avuto, se russa ogni notte e se presenta pause respiratorie. Un breve video del sonno, registrato nel rispetto della privacy, può aiutare lo specialista a capire il tipo di rumore e la presenza di eventuali interruzioni del respiro.
La risposta più affidabile, quindi, non arriva osservando la gola a casa. Arriva dall’unione tra storia dei sintomi, visita otorinolaringoiatrica e visualizzazione diretta del rinofaringe, scegliendo eventuali altri esami solo quando possono cambiare concretamente la cura.
