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Prurito agli occhi: siamo sicuri che si tratti di allergia?

Non sempre lacrimazione e prurito agli occhi sono sintomi di una forma allergica

Nonostante gli sbalzi metereologici di inizio maggio facciano ipotizzare che anche questa primavera sarà anomala come quelle registrate negli ultimi anni, è innegabile che negli scorci di bel tempo essa appaia in tutta la sua magnificenza. I fiori riempiono giardini e parchi, le rondini volano sicure nel cielo e, per chi ne soffre, le allergie colpiscono con la solita ferocia. Nasi arrossati dall’utilizzo continuato di fazzoletti, occhi gonfi e pieni di lacrime, starnuti in sequenza: questi alcuni dei principali sintomi di chi è intollerante a polline e graminacee. Stando alle classifiche, quello dell’allergia primaverile è un disturbo che oggi colpisce il 20% degli italiani, quindi due italiani su dieci sono allergici ai pollini, ma i numeri sembrerebbo in aumento anno dopo anno, anche a causa dei mutamenti climatici cui stiamo assistendo negli ultimi tempi. Secondo gli esperti, infatti, la stagione delle allergie primaverili si sta allungando e aggravando. La consapevolezza di ciò accresce la tendenza a sottovalutare alcuni sintomi, specie nei soggetti più piccoli di età, tendendo a sminuirne la gravità o, appunto, imputandoli a una semplice allergia di stagione. In realtà avere un raffreddore persistente potrebbe essere l’avviso di una condizione patologica più grave come una infezione da streptococcolo o addirittura di un reflusso gastroesofageo, ma anche dell’infiammazione delle adenoidi ecc… Anche nel caso di prurito agli occhi, oltre alle allergie, le cause potrebbero essere altre e non andrebbero mai sottovalutate. Ma andiamo con ordine. Nella maggior parte dei casi, il prurito agli occhi è causato da una infiammazione della congiuntiva che ricopre l’interno delle palpebre e la superficie dell’occhio, un tessuto molto sottile che è notevolmente esposto, e che facilmente può infiammarsi provocando bruciore, lacrimazione e, appunto, prurito agli occhi. Nel caso di una congiuntivite allergica, condizione di cui soffre il 25% della popolazione durante l’anno, l’allergene più diffuso è senza dubbio il polline, ma non vanno dimenticati polvere, acari o peli di animali, e a scatenarla è di solito il semplicel contatto con l’allergene di turno. In questo caso è importante aiutare il genitore del paziente a identificarlo: una gita in campagna o magari qualche ora passata in soffitta possono fornire validi indizi sul fatto che a essere implicati siano polline o polvere. Una volta identificatao l’agente, oltre a suggerire al bambino di evitare il contatto, è opportuno se necessario, consultare il pediatra che potrà prescrivere un antistaminico locale. Discorso diverso se la congiuntivite è di tipo “irritativo” ossia è provocata dall’esposizione a sostanze irritanti come ad esempio il cloro delle piscine, la schiuma del detersivo o il fumo, ma anche corpi estranei o magari l’aria condizionata. La congiuntivite da irritazione potrebbe anche essere causata dall’utilizzo di cosmetici non appropriati (ossia nel caso di bambini piccoli non specificamente formulati per la loro pelle e nei soggetti più grandi, l’uso di eyeliner non anallergici). In questi casi,il trattamento più indicato consiste nell’applicazione di una soluzione salina o lacrime artificiali, ma il più delle volte l’oculista prescriverà prima un trattamento antinfiammatorio per alleviarne i sintomi. Nel caso invece si sia in presenza di una congiuntivite infettiva, provocata dalla presenza di un virus o di un batterio, sarà lo specialista a indicare il trattamento specifico: nel caso di un batterio, come lo stafilococco, di solito si ricorre agli antibiotici, se invece l’origine è virale, meglio adottare farmaci sintomatici e aspettare che il virus sparisca. In entrambi i casi, comunque, per la guarigione completa occorrerà attendere un po’ di tempo. Bisogna comunque inevitabilmente avvertire i genitori che si tratta , di forme di congiuntivite molto contagiose che possono colpire uno o entrambi gli occhi e si possono facilmente trasmettere ai fratelli e ad altri familiari. Appare fondamentale, quindi, suggerire di prestare molta attenzione e seguire norme igieniche accurate. In questi casi è molto frequente anche la comparsa di secrezioni oculari sotto forma di muco biancastro, giallastro o verdastro che si forma durante il sonno e si attacca alle ciglia, causando la sensazione di non riuscire a aprire l’occhio al risveglio. A volte provoca anche gonfiore delle palpebre. Oltre alla conviungitiviti, il prurito agli occhi può essere causato anche dalla secchezza oculare. Se fino a qualche anno fa si riteneva questa condizione propria degli adulti (si stima che il 60% delle persone di età superiore ai 45 anni possa soffrire di questo disturbo) oggi, con cautela, si può affermare che sia comune anche ai bambini e soprattutto agli adolescenti. Tra le cause della secchezza oculare, infatti, oltre all’età e ai cambiamenti ormonali, l’uso dei farmaci e il fumo, vma anche l’uso intensivo di schermi (tablet, pc, cellulari) e un’alimentazione scorretta. In questi casi, al prurito si accompagnano anche bruciore, la sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio, tipo un granello di polvere, o addirittura un offuscamento della vista. La terapia consiste, in questi casi, principalmente nell’uso di lacrime artificiali: gli occhi vengono idratati e il problema solitamente si risolve, ma esistono anche casi cronici di occhio secco che devono essere trattati con altre procedure. In ultimo, parliamo di un altro disturbo, per certi versi strettamente legato al precedente: l’affaticamento visivo. Si tratta di un disagio che si verifica quando si compie uno sforzo visivo prolungato nel tempo. Anche in questo caso, tra i sintomi più fastidiosi si hanno il prurito agli occhi ma anche una anomala lacrimazione. Di solito, l’affaticamento visivo si verifica dopo l’utilizzo prolungato di dispositivi elettronici, quando si legge per lunghi periodi di tempo o dopo aver guardato per molte ore la televisione. Si tratta, probabilmente, della condizione meno preoccupante tra tutte quelle esposte, in quanto i sintomi scompaiono facilmente e rapidamente dopo aver riposato gli occhi. In questi casi, al genitore preoccupato, può essere opportuo suggerire di far compiere delle pause al bambino mentre è intento a leggere, oltre a raccomandargli di non lasciare ai figli un accesso contnuativo ai videogiochi.

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Tag:, , , Last modified: Giugno 26, 2024
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